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AVVISI

Riapertura Museo Duca di Martina

Dal 1 febbraio si riapre al pubblico il Museo Duca di Martina con il consueto orario. Nelle more che si completino i lavori di potatura e di messa in sicurezza degli alberi del Parco, l'apertura è limitata al solo museo con ingresso da Via Aniello Falcone, n. 171.

Orario apertura luoghi del Polo

Si comunica che quest'Istituto s'impegna per offrire al pubblico un orario di visita quanto più esteso possibile, nel rispetto dei criteri per l'apertura al pubblico, la vigilanza  e la sicurezza dei musei e dei luoghi della cultura statali previsti dal D.M. del 30 giugno 2016, in attesa che vengano espletate le previste procedure concorsuali finalizzate al superamento delle attuali carenze organiche e al conseguente incremento del personale in servizio.

Pensieri sospesi - Paolo Hermanin e Jukhee Kwon

Castel Sant’Elmo, ambulacri - Giovedì 4 aprile 2019 – ore 10.00

Il Polo museale della Campania partecipa a Napoli Città Libro - Salone del libro e dell'Editoria proponendo, nelle cinquecentesche architetture degli ambulacri del Castello, due installazioni di Paolo Hermanin e Jukhee Kwon, un suggestivo dialogo delle opere con gli austeri spazi che sottolinea la vocazione al contemporaneo del complesso monumentale.

Il titolo della mostra Pensieri sospesi, curata da Anna Imponente direttore del Polo museale della Campania, è d’ispirazione letteraria, un omaggio alla manifestazione e con un riferimento allo spirito del luogo, Castel Sant’Elmo e la vicina Certosa di San Martino: la visione dall’alto della complessa architettura urbana, può condizionare i pensieri verso una elevazione poetica e un distacco meditativo.

Paolo Hermanin e Jukhee Kwon –scrive la curatrice- invitati a relazionarsi con gli ambienti in tufo hanno dato vita a interpretazioni diametralmente diverse sul tema del libro.
Le Pagine alate dell’artista romano Paolo Hermanin, si stagliano in volo in uno dei vani della fortezza, l’ingresso ottagonale, sospese in stabile equilibrio e messe in movimento dall’interazione con lo spettatore. Alle forme ben strutturate di tradizione occidentale fanno riscontro i candidi lavori dell’artista coreana Jukhee Kwon, le sottili strisce di pagine recuperate da libri abbandonati di Out of shape. Si rivelano in forma di cascate secondo una iconografia legata all’antica pittura orientale. Un incontro di visioni contrapposte che nelle diversità culturali trovano un fertile terreno comune nel tema della lettura. Le opere qui presentate sono una derivazione del cosiddetto “libro d’artista” una forma di creatività nata con le avanguardie storiche del Novecento, in particolare con il Futurismo, e si riferisce alla tiratura limitata di un libro, oggetto d’arte in se stesso.

Paolo Hermanin nasce a Roma nel 1951. Dopo il Liceo Classico porta avanti gli studi universitari di Storia dell’Arte e Psicologia. Artista poliedrico, dotato di sensibile manualità, di spirito di osservazione e di grande passione per la natura, indaga la realtà fenomenica rappresentandone la dualità nella sua mutevolezza di forme e di espressione. La sua produzione si esprime soprattutto utilizzando differenti tecniche come incisioni su vetro e specchio, pitture murali, vetrate artistiche, composizioni scultoree in legno, bronzo e creta. Nel 2010 per la cosiddetta Sala Canova di Palazzo Venezia ha realizzato una grande incisione su specchio, Coincidenze. Alcune sue installazioni, come i “Libri volanti”, esposti nel 2013 a Palazzo Altieri a Roma, presentano un carattere spiccatamente scenografico che rimanda alla carriera teatrale dell’artista.

Jukhee Kwon nasce in Corea del Sud nel 1981, vive e lavora a Grottaferrata (RM). Si diploma in Fine Art alla Chung-Ang University di Seoul e prosegue gli studi a Londra presso il Camberwell College of Arts ottenendo un master in Book Arts. Ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero.L’artista utilizza libri abbandonati per creare sculture e installazioni sospese che ricordano cascate d’acqua. Le tecniche del ritaglio e della divisione che rimandano a una sapiente manualità orientale, diventano un atto performativo in cui ogni singola pagina richiede una delicata e particolare attenzione per la sua realizzazione. L’atto d’espansione del libro allude al sentimento di libertà e dinamismo e all’esperienza nomade e migratoria dell’artista.

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